Erlesene Links vom 15. Juli 2013

Unter «erlesene Links» sammelt und verlinkt das kritikasterblog lesenswerte Beiträge aller Art. Heute mit Boris Kartheuser mit einer Viedoanleitung über E-Mailverschlüsselung mit OpenPGP.

Videoanleitung über E-Mailverschlüsselung mit OpenPGP

Boris Kartheuser von «Investigative Recherche» erklärt in einem rund 20-minütigen Video die Installation und die Einrichtung der E-Mailverschlüsselungssoftware OpenPGP mit Enigmail unter Thunderbird.

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Eklat bei «Fare per Fermare il Declino»

Dieser Post wurde zuletzt geändert am 23. Februar 2013, 12.30 Uhr.
Für sämtliche Änderungen vgl. Updates.

Gestern kam es bei der noch jungen, liberalen Partei «Fare per Fermare il Declino», die bereits Gegenstand des Posts vom 13. Februar und des Posts vom 17. Februar 2013 gewesen ist, zum Eklat.

Luigi Zingales, Robert C. McCormack Professor of Entrepreneurship and Finance an der University of Chicago und einer der Mitgründer von «Fare per Fermare il Declino», verlässt die Partei nachdem deren Spitzenkandidat, Oscar Giannino, nach einem Interview mit der italienischen Zeitung La Repubblica der Lüge bezüglich seiner akademischen Meriten überführt worden war.

In einem ausführlichen Post auf Facebook legt Zingales {2013} dar, weshalb er «Fare per Fermare il Declino» mit grossem Bedauern verlasse und dass sein Rücktritt nicht als Ausdruck eines Zewürfnis’ über die inhaltliche oder strategische Ausrichtung der Partei missverstanden werden dürfe. Vielmehr, betont Zingales {2013}, zerstöre ein Spitzenkandidat, der bezüglich seiner akademischen Meriten unehrlich sei, jegliche Glaubwürdigkeit einer Partei, die sich Ehrlichkeit, Transparenz und die Rückkehr der Meritokratie auf die Fahne geschrieben habe.

Er werde aber, schliesst  Zingales {2013}, weiterhin «Fare per Fermare il Declino» wählen, wenn auch mit «zugehaltener Nase» und als das geringste Übel.

Im Original lautet das Statement von Zingales {2013} wie folgt:

E’ con una disperazione profonda che ho rassegnato le mie dimissioni da Fare per Fermare il Declino. Dopo aver avvisato i vertici ieri, lo faccio oggi in modo pubblico, perché ho trascinato molte persone in questo movimento e mi sento in dovere di spiegare loro le ragioni della mia scelta. Io credo nella trasparenza, anche in queste scelte.
Non mi dimetto certo perché sono in disaccordo con le proposte di Fare. Sono fiero della campagna elettorale che è stata fatta e ringrazio Oscar Giannino, Michele Boldrin, e tutti quanti per l’enorme sforzo che vi hanno dedicato. Credo fermamente nelle idee che abbiamo portato avanti insieme. Ma ho sempre pensato che anche le idee più sane abbiano bisogno di gambe sane. Finora, con tutte le difficoltà e tutti gli errori di un movimento nato in fretta, Fare aveva realizzato un piccolo miracolo, selezionando per lo più liste di persone brave e pulite. Grazie alla difficoltà della battaglia solitaria, gli arrivisti si erano concentrati principalmente altrove.
Ma scegliere persone brave non basta. Per cambiare l’Italia c’è bisogno anche di rigore nel metodo: onestà, trasparenza, ed accountability, che significa che tutti, a qualsiasi livello, devono rendere conto agli altri del proprio operato. Purtroppo negli ultimi giorni mi sono reso conto che questi tre principi non sempre si applicano al vertice di Fare. Dopo aver provato, per quattro giorni, a fare di tutto per cambiare le cose, non mi resta che una via di uscita: dimettermi.

I fatti sono i seguenti. Quattro giorni fa, per caso, ho scoperto che Oscar Giannino ha mentito in televisione sulle sue credenziali accademiche, dichiarando di avere un Master alla mia università
(http://tinyurl.com/bksptrf) anche se non era vero. Anche la sua biografia presso l’Istituto Bruno Leoni ora prontamente rimossa (http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?Codice=0000002280&level1=2165&nome=Oscar+Giannino ) riportava credenziali accademiche molto specifiche e, a quanto mi risulta, false. Questo è un fatto grave, soprattutto per un partito che predica la meritocrazia, la trasparenza, e l’onestà. Ciononostante, il fatto per me ancora più grave è come questo brutto episodio è stato gestito. In una organizzazione che predica meritocrazia, trasparenza, ed onestà, la prima reazione avrebbe dovuta essere una spiegazione di Giannino ai dirigenti del partito, seguita da un chiarimento al pubblico. Invece Oscar si è rifiutato, nonostante io glielo abbia chiesto in ginocchio.
In un’Italia in cui ogni giorno un amministratore delegato o un politico finiscono in galera per corruzione, una bugia in televisione può sembrare un errore veniale. Per me non lo è: rompe il rapporto fiduciario tra cittadini e rappresentanti politici. Gli italiani sono alla disperata ricerca di leader politici di cui potersi fidare. Ma come possono fidarsi di un candidato leader che mente sulle proprie credenziali accademiche? In aggiunta, tollerare queste falsità mina alla base la credibilità di un movimento. Nessuna organizzazione e nessun partito possono essere completamente esenti dal rischio di disonestà e corruzione. L’unico modo per proteggersi è una politica di tolleranza zero che cominci fin dai vertici. In questo caso, purtroppo, Fare ha fallito.
Per fortuna Fare non è solo Oscar Giannino. Ci sono decine di migliaia di attivisti fantastici che stanno lavorando sodo per cambiare l’Italia. Il mio cuore è con loro. Fare rimane la proposta politica migliore in questo momento molto difficile. Per questo voterò Fare. Ma, lo farò turandomi il naso, come il meno peggio, non con la passione con cui finora avevo abbracciato questo progetto.
Mi auguro che dopo le elezioni Fare si trasformi, come promesso, in un partito democratico, in cui tutti, a cominciare dal leader, siano accountable delle loro azioni e ci sia tolleranza zero per certi atteggiamenti. Solo così Fare potrà evitare di degenerare nel solito marciume politico italiano. Anche la Lega e Forza Italia erano cominciate con grandi ideali: guardate come sono finite. Speriamo che a Fare non tocchi la stessa sorte.

Oscar Giannino {2013} verteidigt sich auf Facebook, dass es sich bei der Angelegenheit um ein bedauerliches Missverständnis handle; er habe nie einen Masterlehrgang an der University of Chicago besucht, vielmehr sei er nach Chicago gegangen, um dort Englisch zu lernen.

Angesichts der Tatsache, dass – vor der gestrigen Änderung – auch der Lebenslauf auf der Website des Instituto Bruno Leoni den Anschein erweckte, dass Giannino über einen Masterabschluss an der University of Chicago verfüge, überzeugt Gianninos {2013} Verteidigung allerdings nur bedingt.

Oscar Giannino Senior Fellow Editorialista per Panorama, Il Messaggero, Il Mattino, Il Gazzettino. Direttore del sito www.chicago-blog.it e della rivista Capo Horn. Dal 29 giugno 2009 conduttore della trasmissione quotidiana La versione di Oscar su Radio24. È stato direttore di LiberoMercato da aprile 2007 a marzo 2009. In precedenza vicedirettore del quotidiano Finanza&Mercati, vicedirettore de Il Riformista, responsabile Economia e Finanza de Il Foglio, vicedirettore di Liberal settimanale, caporedattore di Liberal mensile (1995). È stato portavoce nazionale del Partito Repubblicano Italiano (1987-94), caporedattore e poi direttore de La voce repubblicana (1988), Segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana (1984-87), membro della Direzione Nazionale del Pri (1987-94). Oscar Giannino è laureato in giurisprudenza ed economia e ha conseguito il diploma in Corporate Finance e Public Finance presso la University of Chicago Booth School of Business. Ha pubblicato saggi in: La politica estera della Dc (Ed. della Voce,1982), I repubblicani e l’altra Italia (Ed. Giustizia e libertà, 1987), L’Europa delle culture (Ed. Liberal libri 1996), Sicurezza: le nuove frontiere (Franco Angeli, 2005), Contro le tasse (Mondadori 2007), Il rebus Marchionne (Libero ed., 2008).

Cache des Lebenslaufs von Oscar Giannino auf der Website des Instituto Bruno Leoni vor der Änderung des 18. Februar 2013 {Quelle: Italia2013}

Nachdem sich herausgestellt hatte, dass im Lebenslauf nicht nur der Masterabschluss an der University of Chicago, sondern auch zwei Doktortitel erfunden waren, gab Giannino schliesslich am 20. Februar 2013 seinen Rücktritt als Parteivorsitzender bekannt; Nachfolgerin wird die 36-jährige Anwältin und bisherige Wahlkampfkoordinatorin Silvia Enrico {Fare per Fermare il Declino 2013, Mumelter 2013}. Ein Rückzug der Kandidatur war so kurz vor der Wahl aus administrativen Gründen nicht mehr möglich; Giannino kündigte an, im Falle einer Wahl seinen Sitz der Partei zur Verfügung zu stellen.*

Auch wenn Giannino mit seinen erfundenen akademischen Meriten der Partei einen Bärendienst geleistet hat, bleibt dennoch zu hoffen, dass die Italiener dem Beispiel Zingales’ folgen und ebenfalls mit «zugehaltener Nase» «Fare per Fermare il Declino» wählen. Denn eines ist sicher: «Fare per Fermare il Declino» ist und bleibt die einzige Partei in Italien, welche die strukturellen Probleme des Landes tatsächlich angehen will.

Update

* Absatz eingefügt am 23. Februar 2013, 12.30 Uhr.

Quellenverzeichnis

Fare per Fermare il Declino (2013). Fare: Giannino dimesso dalla Presidenza. Silvia Enrico Coordinatrice Nazionale. Abgerufen am 23. Februar 2013 von http://www.fermareildeclino.it/stampa/fare-giannino-dimesso-dalla-presidenza-silvia-enrico-coordinatrice-nazionale.

Giannino, O. (2013). La mia risposta a Luigi Zingales. Abgerufen am 19. Februar 2013 von https://www.facebook.com/pages/Oscar-Giannino/11147196961.

Mumelter, G. (2013). Oscar Giannino: Über den eigenen Lebenslauf gestolpert. Der Standard. Abgerufen am 23. Februar 2013 von http://derstandard.at/1361240739083/Oscar-Giannino-Ueber-den-eigenen-Lebenslauf-gestolpert.

Zingales, L. (2013). Mie dimissioni da Fare per Fermare il Declino. Abgerufen am 19. Februar 2013 von https://www.facebook.com/luigi.zingales.

Erlesene Links vom 17. Februar 2013

Unter «erlesene Links» sammelt und verlinkt das kritikasterblog lesenswerte Beiträge aller Art. Heute mit Luigi Zingales über «A Capitalism for the People: Recapturing the Lost Genius of American Prosperity».

Luigi Zingales über «A Capitalism for the People: Recapturing the Lost Genius of American Prosperity»

Luigi Zingales, Robert C. McCormack Professor of Entrepreneurship and Finance an der University of Chicago und einer der Mitgründer der italienischen Partei «Fare per Fermare il Declino», sprach am 21. Juni 2012 in einer public lecture an der LSE über sein Buch «A Capitalism for the People: Recapturing the Lost Genius of American Prosperity» (Reviews im Economist, in der Financial Times und auf Marginal Revolution). In der Vorlesung wie auch im Buch übt Zingales harsche Kritik am heute vorherrschenden System des crony capitalism und der zunehmenden «Italianisierung» der USA. Zingales‘ Lösungsvorschläge zeigen, in welche Richtung «Fare per Fermare il Declino» Italien verändern möchte (vgl. hierzu mein Post vom 13. Februar 2013). Gemäss den letzten Umfragen sieht es aber nicht danach aus, als ob «Fare per Fermare il Declino» ihr Programm in der nächsten Legislaturperiode verwirklichen könnte: mit landesweit 1.4 bzw. 1.7 % wird «Fare per Fermare il Declino» trotz eines Aufwärtstrends voraussichtlich an der 4-Prozent-Hürde scheitern.

Ein übersehenes Experiment im italienischen Wahlkampf: «Fare per Fermare il Declino»

Dieser Post wurde zuletzt geändert am 13. Februar 2013, 20.15 Uhr.
Für sämtliche Änderungen vgl. Updates.

Im Schatten der mit wohligem Schauern an die Wand gemalten Rückkehr Berlusconis und dem stetigen Aufstieg des «Movimente 5 Stelle» des Kabarettisten Bepe Grillo entwickelt sich im italienischen Wahlkampf ein bemerkenswertes politisches Experiment, das – mit Ausnahme von Telepolis und der Welt – bis anhin in sämtlichen (deutschsprachigen) Berichten übersehen worden ist: Mit «Fare per Fermare il Declino» etabliert sich im notorisch anti-liberalen Italien eine liberale Partei. Im Sommer 2012 von – in der Mehrheit im Ausland lebenden – Akademikern und Journalisten gegründet, versucht «Fare per Fermare il Declino» mit einem fast ausschliesslich in den sozialen Netzwerken (Facebook, Twitter, Google+ und YouTube) stattfindenden Wahlkampf ihre liberale Botschaft an den Wähler zu bringen.

Das 10-Punkte Programm von «Fare per Fermare il Declino»

Le 10 Proposte: 1. fermare il debito, 2. fermare la spesa, 3. fermare le tasse, 4. concorrenza, 5. sussidio di disoccupazione e formazione per tutti, 6. fermare la corruzione, 7. giustizia veloce, 8. giovani e donne, 9. scuola del merito, 20 federalismo trasparente

Das 10-Punkte Programm von «Fare per Fermare il Declino» {Quelle: Fare per Fermare il Declino 2013a}

Im zehn Punkte umfassenden Wahlprogramm fordert «Fare per Fermare il Declino» die Reduktion der Schuldenlast um 20 Prozentpunkte von heute rund 120 % des BIP auf weniger als 100 % des BIP, die Reduktion der Ausgaben der öffentlichen Hand um mindestens 6 % des BIP, die Reduktion der Steuerlast um mindestens 5 %, weitgehende Liberalisierungs- und Privatisierungsschritte, die Reform der Arbeitslosenversicherung, die Eindämmung der Korruption, die Stärkung der Unabhängigkeit und der Effizienz der Gerichte, die Reform des (universitären) Bildungswesens und die Einführung eines wirksamen Föderalismus {Fare per Fermare il Declino 2013a}.

Schweigen zu nicht-wirtschaftlichen Themen

Wordle: Manifestos in Italian General Elections 2013 -- Fare per Fermare il Declino

Wordle aus dem 10-Punkte Programm von «Fare per Fermare il Declino» {Quelle: Wordle}

Die mit Wordle aus dem Wahlprogramm erzeugte Wortwolke zeigt aber auch, welche Themen von «Fare per Fermare il Declino» bisher nicht diskutiert worden sind. So finden sich im Wahlprogramm keine Forderungen betreffend anderer liberaler Themen wie Trennung von Kirche und Staat, Gleichstellung von gleichgeschlechtlichen Paaren, Immigrationspolitik, Legalisierung von Drogen etc. In den Foren wurde das Schweigen zu nicht-wirtschaftlichen Themen damit verteidigt, dass diese kontroversen Themen von den etablierten Parteien als «Massenablenkungswaffen» eingesetzt würden, um die Wählerschaft von der Diskussion der – ungleich drängenderen – ökonomischen Missständen abzuhalten {Fare per Fermare il Declino 2013b}.

Zu diesem Thema hat sich auch Oscar Giannino, Spitzenkandidat für «Fare per Fermare il Declino», im folgenden Video geäussert:*

Diese – streitbare – Argumentationslinie verfängt aber insbesondere bei der Erklärung des Schweigens zu europapolitischen Fragen nicht mehr, da die Entwicklungen innerhalb der EU unmittelbar mit den wirtschaftlichen Missständen in Italien verbunden sind. Zudem steht die zukünftige Bedeutung der EU im Zentrum der Kampagnen Berlusconis und Grillos.

Rechercheanleitung

Einer Recherche sollte nun nichts mehr im Wege stehen: Als Aufhänger kann das Phänomen dienen, dass sich im anti-liberalen Italien eine liberale Partei formiert hat; für Schweizer Medien ergibt sich zudem ein unmittelbarer Anknüpfungspunkt, da sich die Föderalismus-Vision von «Fare per Fermare il Declino» explizit auf das schweizerische Vorbild bezieht {Forti 2012}. In einem Post auf noiseFromAmerika – einem «Fare per Fermare il Declino» nahestehenden Blog – steht zudem eine ausführliche Zusammenfassung der Entstehungsgeschichte und der Motivation von «Fare per Fermare il Declino» zur Verfügung, aus dem sich einige Absätze zum Hintergrund extrahieren lassen. Im Wahlkampf sollte es nicht schwierig sein, geeignete Interviewpartner zu finden, mit denen man dann auch das Schweigen zu nicht-wirtschaftlichen Themen in einigen hardball questions diskutieren könnte. Journalistenherz, was willst du mehr?

Update

* Absatz und Video eingefügt am 13. Februar 2013, 20.15 Uhr.

Quellenverzeichnis

Fare per Fermare il Declino (2013b). Forum: Temi etici e diritti civili. Abgerufen am 12. Februar 2013 von http://www.fermareildeclino.it/forum/topic/temi-etici-e-diritti-civili.

Fare per Fermare il Declino (2013a). 10 interventi per la crescita. Abgerufen am 12. Februar 2013 von http://www.fermareildeclino.it/10proposte.

Forti, F. (2012). Federalismo fiscale: lezioni dalla Svizzera. Abgerufen am 12. Februar 2013 von http://noisefromamerika.org/articolo/federalismo-fiscale-lezioni-svizzera.

Zweite Zwischenbilanz zur Petition gegen «Madame Etoile» und der Beanstandung von «Jeder Rappen zählt»

Im Post vom 5. Januar 2013 berichtete das kritikasterblog über den Start einer Petition zur Absetzung der Horoskop-Sendung «Madame Etoile» und der Einreichung einer Beanstandung bei der Ombudsstelle der SRG Deutschschweiz betreffend die Sendungen im Rahmen Spendensammlungsaktion «Jeder Rappen zählt»; im Post vom 21. Januar 2013 veröffentlichte das kritikasterblog eine erste Zwischenbilanz. Mittlerweile haben beide Vorstösse ihr jeweiliges (Zwischen-)Ziel erreicht.

Petition gegen «Madame Etoile» erreicht das Unterschriftenziel

Am 28. Januar twitterte David Herzog das Erreichen des Unterschriftenziels von 1000 Unterschriften.

Wie es in der Petition heisst, wird Petitionär Andreas Kyriacou nun SRF-Direktor Rudolf Matter über den Verlauf der Petition in Kenntnis setzen und ihn auffordern, «die Sendung mit ‹Madame Etoile› unverzüglich einzustellen und generell darauf zu verzichten, in Sendungen den RTVG-Bildungsauftrag mit der Propagiererung von Aberglauben zu unterlaufen» {Activism 2013}.

Für den Fall, dass für die Begründung der Petition weiteres Beweismaterial für die Verquickung von Unterhaltung und Esoterik beim SRF benötigt würde, sei an dieser Stelle auf den jüngsten Schlussbericht der Ombudsstelle SRG Deutschschweiz verwiesen. In der beanstandeten Sendung vom 31. Dezember 2012 «prophezeite die Kartenlegerin der Zuhörerin, dass sie 2013 vielleicht für kurze Zeit ins Spital müsse, dass ihr jedoch im Jahr 2014 möglicherweise ein langer Aufenthalt im Krankenhaus bevorstehe» {Ombudsstelle SRG Deutschschweiz 2013a}. In ihrer Antwort anerkannte Heidi Hungerer, publizistische Leiterin von Radio SRF 1, dass mit der beanstandeten Sendung «eine Grenze überschritten [wurde], weil während der ganzen Unterhaltungs-Sendung diese Art der Prognostik natürlich [sic!] weder kritisch hinterfragt noch über sie informiert» worden sei {Ombudsstelle SRG Deutschschweiz 2013a}. Allerdings beharrt Frau Hungerer – mit Unterstützung von Ombudsmann Achille Casanova – darauf, dass Wahrsagerei auch weiterhin sehr wohl ein Thema für Radio SRF 1 sein könne {Ombudsstelle SRG Deutschschweiz 2013a}.

Wenig überzeugender Schlussbericht zur Beanstandung von «Jeder Rappen zählt»

Mittlerweile liegt auch der Schlussbericht zu der von Philippe Wampfler {2012} eingereichten Beanstandung von «Jeder Rappen zählt» vor.

Philippe Wampfler {2013} fasst die wesentlichen Argumente von Robert Ruckstuhl, Programmleiter Radio SRF, wie folgt zusammen:

  1. JRZ trage zur Meinungsbildung über «menschliche Notlagen in aller Welt» bei.
  2. Die Glückskette verteile die Gelder an Hilfswerke weiter, diese würden deshalb nicht konkurrenziert.
  3. Sendungen zu Sammelaktionen der Glückskette gehörten seit Jahrzehnten zum Programm von SRF, JRZ thematisiert eine «‹vergessene› Katastrophe».
  4. Schleichwerbung könne nicht vorliegen, weil weder eine Gewinnorientierung vorliege, noch eine Einflussnahme auf die redaktionelle Selektion der Spenderinnen und Spender vorgenommen werden könne, die im Programm genannt werden.

Diese Argumentation überzeugt nicht. Herr Ruckstuhl behauptet, dass eine Konkurrenzierung von Hilfswerken durch «Jeder Rappen zählt» ausgeschlossen sei, da die Glückskette selbst keine Hilfsprojekte durchführe, sondern die gesammelten Gelder an jene Hilfswerke weiterleite, deren Projekte bei der Glückskette eingereicht und von dieser gutgeheissen worden sind {Ombudsstelle SRG Deutschschweiz 2013b}. Dabei unterschlägt Herr Ruckstuhl allerdings, dass Hilfswerke, deren Projekte – aus welchen Gründen auch immer – nicht von der Glückskette akkreditiert worden sind, ausgerechnet in der ertragsreichen Vorweihnachtszeit in ihrem Wettbewerb um Aufmerksamkeit und knappe, d.h. nicht unerschöpfliche, Spendenbudgets sehr wohl konkurrenziert werden.

Mit dem Hinweis, dass «Jeder Rappen zählt» in der Tradition der Spendenaufrufe nach aktuellen Katastrophen stehe und dass eine Sendung wie  «Jeder Rappen zählt» deshalb unter dem Bundesgesetz über Radio und Fernsehen (RTVG) zulässig sei, unterschlägt Herr Ruckstuhl, dass – wie bereits im Post vom 21. Januar 2013 erwähnt – gemäss Art. 11 Abs. 1 Bst. d Radio- und Fernsehverordnung (RTVV) explizit nur «kurze [eigene Hervorhebung] Spendenaufrufe für gemeinnützige Organisationen» nicht als Werbung gelten. In der Annahme, dass ein sechstägiger Spendenaufruf nicht als kurz qualifiziert werden kann, folgt e contrario aus Art. 11 Abs. 1 Bst. d RTVV, dass «Jeder Rappen zählt» als Werbung gilt. Eine sechstägige Dauerwerbesendung wie «Jeder Rappen zählt» ist aber gemäss Art. 11 Abs. 2 RTVG i.V.m. Art. 19 Abs. 1 Bst. RTVV nicht zulässig, da «Werbespots […] höchstens 15 Prozent der täglichen Sendezeit und höchstens zwölf Minuten innerhalb einer natürlichen vollen Stunde beanspruchen» dürfen. Zudem verletzt «Jeder Rappen zählt» voraussichtlich auch Bestimmungen zur Erkennbarkeit der Werbung in Art. 12 Abs. 1 Bst. RTVV und zur Einfügung der Werbung in Art. 18 Abs. 1 Bst. RTVV.

Und die Behauptung von Herrn Ruckstuhl, dass die Auswahl der am Sender genannten Spender ausschliesslich nach journalistischen Kriterien getroffen werde {Ombudsstelle SRG Deutschschweiz 2013b}, wird selbst durch den Ombudsmann erheblich in Frage gestellt. Dieser hält nämlich in seiner Stellungnahme fest, dass «zu den journalistischen Kriterien […] auch die Höhe der Spende selber» gehöre und dass eine Firma oder eine Institution, die einen fünfstelligen Betrag spende, «sicher auf eine durchaus willkommene Erwähnung am Radio und Fernsehen zählen» könne {Ombudsstelle SRG Deutschschweiz 2013b}.

Für eine Beschwerde bei der unabhängigen Beschwerdeinstanz nach Art. 94 ff. RTVG sucht Herr Wampfler noch 20 Mitstreiter.

Quellenverzeichnis

Activism (2013). SRF soll Scharlataneriepropaganda beenden. Abgerufen am 4. Februar 2013 von http://www.activism.com/de_CH/petition/srf-soll-scharlataneriepropaganda-beenden/41559.

Ombudsstelle SRG Deutschschweiz (2013b). Schlussbericht zur Beanstandung von «Jeder Rappen zählt». Abgerufen am 4. Februar 2013 von https://phwampfler.files.wordpress.com/2013/02/jrz-entscheid-ombudsstelle.pdf.

Ombudsstelle SRG Deutschschweiz (2013a). Kartenlegerin auf Radio SRF 1 in der Silvesternacht – Sendeverantwortliche entschuldigt sich. Abgerufen am 4. Februar 2013 von http://www.srgd.ch/ueber-uns/ombudsstelle/beanstandungen/detail/news/2013/01/31/27870-kartenlegerin-auf-radio-srf-1-in-der-silvesternacht-sendeverantwortliche-entschuldigt-sich/.

Wampfler, P. (2013). JRZ: Entscheid der Ombudsstelle. Abgerufen am 4. Februar 2013 von http://philippe-wampfler.com/2013/02/04/jrz-entscheid-der-ombudsstelle/.

Wampfler, P. (2012). JRZ: Beanstandung bei der Ombudsstelle von SRF. Abgerufen am 4. Februar 2013 von http://philippe-wampfler.com/2012/12/23/jrz-beanstandung-bei-der-ombudsstelle-von-srf/.

Erlesene Links vom 24. Januar 2013

Unter «erlesene Links» sammelt und verlinkt das kritikasterblog lesenswerte Beiträge aller Art. Heute mit dem Dokumentarfilm «Better This World» (2011).

«Better This World» (2011)

{via Techdirt} «Better This World» ist ein mehrfach ausgezeichneter US-amerikanischer Dokumentarfilm aus dem Jahre 2011, der sich mit dem militarisierten Polizeistaat, dem exzessiven Einsatz von V-Leuten und den perversen Anreizen des plea bargaining auseinandersetzt – aus schweizerischer Perspektive ist insbesondere letzteres aufschlussreich, da mit dem Inkrafttreten der Schweizerischen Strafprozessordnung (StPO) am 1. Januar 2011 in Art. 358 ff. StPO schweizweit das umstrittene «abgekürzte Verfahren» worden ist, das Deals zwischen der beschuldigten Partei und der Staatsanwaltschaft zulässt.

Eine Kurzrezension der Washington Post fasste «Better This World» wie folgt zusammen:

[A] riveting portrait of activists who sought to disrupt the 2008 Republican National Convention but whose lives were changed forever when one of their cohorts turned out to be an FBI informant. Structured like a taut thriller, ‹Better This World› delivers a chilling depiction of loyalty, naivete, political zealotry and the post-9/11 security state […].

Der offizielle Trailer zu «Better This World»:

Zwischenbilanz der Petition gegen «Madame Etoile» und der Beanstandung von «Jeder Rappen zählt»

Im Post vom 5. Januar 2013 berichtete das kritikasterblog über den Start einer Petition zur Absetzung der Horoskop-Sendung «Madame Etoile» und über die Einreichung einer Beanstandung bei der Ombudsstelle der SRG Deutschschweiz betreffend die Sendungen im Rahmen Spendensammlungsaktion «Jeder Rappen zählt». Seither sind einige Wochen ins Land gezogen und es ist Zeit für eine kurze Zwischenbilanz.

Grosses Medienecho der Petition gegen «Madame Etoile»

Im Post vom 17. Januar 2013 fasst Andreas Kyriacou {2013}, Initiant der Petition zur Absetzung der Horoskop-Sendung «Madame Etoile», die Entstehungsgeschichte und das bisherige – grosse und überwiegend zustimmende – Medienecho zusammen: Neben den nationalen Tageszeitungen von den 20 Minuten über den Tages-Anzeiger bis zur NZZ berichteten auch die Süddeutsche Zeitung und das Deutschlandradio Kultur über die Petition zur Absetzung der Horoskop-Sendung; sogar die Katholische Internationale Presseagentur und die evangelikale Website jesus.ch – freidenkerischen Anliegen normalerweise nicht besonders aufgeschlossen – äussern sich überraschend positiv. Bezeichnenderweise hat das SRF bis anhin nicht über die laufende Petition berichtet.

Bis heute ist die Petition von 839 Personen unterzeichnet worden, d.h. bis zur Einreichung fehlen noch 161 Unterschriften.

Entwicklungen im Zusammenhang mit der Beanstandung von «Jeder Rappen zählt»

Die schriftliche Orientierung über die Ergebnisse der Abklärungen und der Art der Erledigung durch die Ombudsstelle der SRG Deutschschweiz (kurz: Ombudsstelle) steht 29 Tage nach der Einreichung der Beanstandung durch Philippe Wampfler noch aus. In den Medien kam es – zwar ohne direkte Bezugnahme zur hängigen Beanstandung – zu kritischen Berichten: So ging Dominik Feusi {2013} in der Basler Zeitung ebenfalls auf die ordnungspolitisch bedenklichen Auswirkungen der enormen Medienpräsenz der Glückskette in der spendenertragsreichen Vorweihnachtszeit und die mangelnde Kostentransparenz der SRG ein. Zudem wies Feusi {2013} auf eine «mitenand»-Sendung hin, welche die Zuschauer in Bezug auf die fehlende Zewo-Zertifizierung der Glückskette in die Irre führte; ausserdem steht gemäss des Artikels Ende Januar eine Sitzung der Präsidenten der grossen Hilfswerke an, an der unter anderem die «Verbandelung zwischen SRF, Glückskette und Zewo […] Thema sein wird».

Im Hinblick auf die anstehende Beantwortung von Wampflers Beanstandung, lohnt es sich, sich frühere Beanstandungen und deren Erledigung durch die Ombudsstelle anzuschauen.

In einer ersten Beanstandung vom 7. Dezember 2009 – noch vor der Austrahlung der ersten Sendung –  forderte der Beanstandende  (1) die Offenlegung der vollständigen Produktionskosten und die Kosten aller beteiligten Bundesbetriebe und dem Bund zugehörenden Unternehmen, (2) die Offenlegung der Kostenträgerschaft und (3) die zukünftige Gleichbehandlung von nicht mit der Glückskette assoziierten Hilfswerken {Ombudsstelle SRG Deutschschweiz 2009}. In ihrer Antwort vom 22. Dezember 2009 führte die Ombudsstelle {2009} aus, dass sie aufgrund von Art. 91 Abs. 3 Bst. a Bundesgesetz über Radio und Fernsehen (RTVG) Beanstandungen von noch nicht ausgestrahlte Sendungen nicht behandeln könne {Ombudsstelle SRG Deutschschweiz 2009}. Im Übrigen wies die Ombudsstelle {2009} darauf hin, dass die Beanstandung kein taugliches Beanstandungsobjekt gemäss Art. 91 Abs. 3 Bst. a RTVG enthalte.

In einer zweiten Beanstandung vom 22. Dezember 2009 wurde – wie auch in Wampflers Beanstandung – unter anderem moniert, dass es nicht Aufgabe des Schweizer Fernsehens sei, eine Sendung wie «Jeder Rappen zählt» durchzuführen {Ombudsstelle SRG Deutschschweiz 2010}. In ihrer Antwort vom 15. Januar 2010 zeigte sich die Ombudsstelle {2010} überzeugt, dass Art. 11 Abs. 1 Bst. d Radio- und Fernsehverordnung (RTVV) – welche kurze Spendenaufrufe für gemeinnützige Organisationen erlaubt, sofern eine Gegenleistung an den Veranstalter höchstens die Produktionskosten deckt – eine genügende gesetzliche Grundlage darstelle.

Im Hinblick auf die von Philippe Wampfler {2012a, 2012b} eingereichte Beanstandung bedeutet das, dass die Erfolgschancen durchaus intakt sind. Formell sollte die Beanstandung zulässig sein, da die von Wampfler beanstandete (unbezahlte) Schleichwerbung im Rahmen von «Jeder Rappen zählt» ein taugliches Beanstandungsobjekt i.S.v. Art. 91 Abs. 3 Bst. a (RTVG) darstellt, das in die Zuständigkeit der Ombudsstelle fällt {Ombudsstelle SRG Deutschschweiz 2009}.1 Zudem äusserte die Ombudsstelle {2009, 2010} bereits in ihren Antworten vom 22. Dezember 2009 und vom 15. Januar 2010 ihr grundsätzliches Verständnis für die in diesen Beanstandung vorgebrachten Kritikpunkten. Sollte sich die Rechtfertigung der Ombudsstelle erneut auf Art. 11 Abs. 1 Bst. d (RTVV) abstützen, wäre es m.E. wohl angebracht über die überdehnte Auslegung von «kurzen Spendenaufrufen» zu diskutieren.

Gemäss Art. 93 Abs. 3 RTVG muss die die Ombudsstelle spätestens nach 40 Tagen, also bis zum 1. Februar 2013, den Beteiligten schriftlich über die Ergebnisse ihrer Abklärungen und die Art der Erledigung der Beanstandung berichten. Bis dahin wünsche ich viel Vergnügen mit dem Carte-Blanche-Beitrag von «Heinz de Specht» bei «Jeder Rappen zählt» vom 16. Dezember 2011.

Fussnoten

1 Sollte die Ombudsstelle jedoch zum Schluss kommen, dass es sich bei «Jeder Rappen zählt» um bezahlte Schleichwerbung handelt, müsste sie sich unzuständig erklären und die Beanstandung an das gemäss Art. 86 RTVG zuständige Bundesamt für Kommunikation überweisen.

Quellenverzeichnis

Feusi, D. (2013). Die Glückskette im Vorteil. Abgerufen am 21. Januar 2013 von http://bazonline.ch/schweiz/standard/Die-Glueckskette-im-Vorteil-/story/12725683.

Kyriacou, A. (2013). Zunehmende Vorbehalte gegen Astrologiewerbung auf SRF. Abgerufen am 21. Januar 2013 von http://kyriacou.ch/2013/01/zunehmende-vorbehalte-gegen-astrologiewerbung-auf-srf/.

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